Ristorazione collettiva e autismo: come migliorare l’esperienza del pasto

PubMed link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38268678/

PMID: 38268678

Le persone con disturbo dello spettro autistico (ASD) possono presentare difficoltà alimentari e una marcata selettività nei confronti degli alimenti, che possono rendere complessa la gestione dei pasti anche nei contesti di ristorazione collettiva. Il progetto pilota FOOD-AUT ha analizzato le criticità e le possibili strategie per migliorare l’esperienza del pasto nei servizi di ristorazione destinati a persone con ASD. I risultati evidenziano l’importanza di adottare approcci personalizzati e di coinvolgere famiglie e operatori nella definizione delle soluzioni più adeguate. Lo studio fornisce indicazioni utili per rendere i servizi di ristorazione più inclusivi e attenti alle esigenze nutrizionali e comportamentali di queste persone.


Conti MV, Santero S, Breda C, Basilico S, de Filippo G, Luzzi A, Voto L, Cavagnola R, Tomasinelli CE, Cena H. Autism Spectrum Disorder and collective catering service: results of the pilot study FOOD-AUT. Front Nutr. 2024 Jan 10;10:1298469. doi: 10.3389/fnut.2023.1298469. PMID: 38268678; PMCID: PMC10806223.


Grasso epicardico e resistenza insulinica: un legame negli anziani

Link Pubmed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37857994/

PMID: 37857994

Negli anziani, il metabolismo e la salute cardiaca sono strettamente collegati. Questo studio italiano ha esplorato il ruolo del grasso epicardico (EF), cioè il grasso che circonda il cuore, e la sua relazione con la resistenza insulinica. I risultati mostrano che maggiori quantità di EF sono associate a livelli più elevati di glucosio nel sangue. Inoltre, chi presenta più EF tende ad avere valori meno favorevoli di alcuni parametri metabolici, come indice HOMA-IR, trigliceridi e colesterolo totale. Questi dati suggeriscono che il grasso intorno al cuore è collegato all’equilibrio metabolico anche in persone apparentemente sane. Tuttavia, trattandosi di uno studio osservazionale, non è possibile stabilire un rapporto di causa-effetto. Servono ulteriori ricerche per comprendere meglio questa relazione.


Kalmpourtzidou A, Di Napoli I, Vincenti A, et al. Epicardial fat and insulin resistance in healthy older adults: a cross-sectional analysis. Geroscience. 2024;46(2):2123-2137. doi:10.1007/s11357-023-00972-6


Effetto dell’esposizione materna agli interferenti endocrini sul microbiota intestinale dei bambini

Link PubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38275405/

PMID: 38275405

Gli interferenti endocrini (EDC) sono sostanze chimiche in grado di alterare il normale funzionamento del sistema endocrino e di influenzare negativamente la salute dell’uomo. Il latte materno può veicolare queste sostanze dalla madre al bambino, rappresentando una possibile via di esposizione per il neonato. Lo studio di Vacca e colleghi ha esaminato come l’esposizione materna agli EDC influenzi il microbiota intestinale dei bambini allattati al seno fino a un anno di età. Le urine materne sono state analizzate per valutare i livelli di esposizione e i bambini  suddivisi in due gruppi (bassa vs. alta esposizione). I risultati hanno mostrato che nei bambini di madri altamente esposte alcune specie batteriche presentavano differenze di abbondanza rispetto ai bambini con bassa esposizione. Questi dati suggeriscono che alcuni batteri intestinali potrebbero essere marcatori dell’esposizione agli EDC, anche se sono necessari studi più ampi per confermare questi risultati e comprenderne  le implicazioni sulla salute infantile.


Vacca M, Calabrese FM, Loperfido F, et al. Maternal Exposure to Endocrine-Disrupting Chemicals: Analysis of Their Impact on Infant Gut Microbiota Composition. Biomedicines. 2024;12(1):234. Published 2024 Jan 19. doi:10.3390/biomedicines12010234


Nutrirsi dall’infanzia all’età fertile nelle aree rurali del Madagascar: il progetto Tany Vao

Link pubmed: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10882536/

Il progetto Tany Vao, svoltosi nel villaggio di Ampanitosoha sull’isola di Nosy Mitsio in Madagascar, ha avuto l’obiettivo di valutare lo stato nutrizionale e i consumi alimentari di donne in età fertile (14–49 anni) e dei loro figli (2-17 anni). I risultati del progetto hanno dimostrato come le abitudini alimentari delle donne siano strettamente legate alla mortalità infantile ed alla produttività agricola, sottolineando l’importanza di promuovere interventi di educazione nutrizionale già nei primi 1000 giorni di vita del bambino, o anche prima, per favorire una crescita sana e ridurre il rischio di malnutrizione. Tuttavia, in un contesto rurale come quello dell’isola, oltre all’educazione alimentare sono fondamentali anche l’accesso al cibo, le condizioni socio-economiche e le dinamiche culturali locali. Pertanto, il progetto Tany Vao rappresenta un primo passo per migliorare le condizioni nutrizionali di donne e bambini e, di conseguenza, la salute dell’intera comunità.


Conti MV, Itani L, Beretta A, et al. An overview of the nutritional status of childbearing age women, children and adolescents living in a rural area of Madagascar: preliminary results of the Tany Vao project. Public Health Nutr. 2024;27(1):e52. Published 2024 Jan 29. doi:10.1017/S1368980024000259


Un questionario per guidare lo screening della vitamina D ematica in età pediatrica

PUBMED: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38613005/ 

PMID: 38613005

Individuare precocemente la carenza di vitamina D in età pediatrica rappresenta spesso una sfida, anche per i limiti pratici ed economici del dosaggio ematico. In questo contesto, gli autori hanno sviluppato e validato un questionario, l’EVIDENCe-Q, per stimare il rischio di ipovitaminosi D in bambini e adolescenti. Lo strumento si compone di 20 domande e analizza abitudini quali l’esposizione solare, l’alimentazione, le condizioni cliniche e l’uso di farmaci e integratori. Nei 201 soggetti valutati nella fase di validazione, un punteggio pari o superiore a 20 indica un rischio di carenza, con un’affidabilità che sembra maggiore negli adolescenti rispetto ai bambini più piccoli. Pur non potendo sostituire il dosaggio ematico, il questionario offre ai pediatri un supporto pratico per orientare lo screening e le decisioni cliniche. Inoltre, il suo utilizzo può promuovere una maggiore consapevolezza nelle famiglie e favorire interventi mirati riguardo stile di vita e supplementazione. 


Calcaterra V, Cena H, De Giuseppe R, et al. An Adapted Questionnaire Tailored for Assessing the Risk of Vitamin D Deficiency in Children That Is Proving Useful in Guiding Clinical Interventions. Nutrients. 2024;16(7):971. doi:10.3390/nu16070971. 


Alimentazione e stili di vita in gravidanza: nuovi indizi per un aumento di peso sano.

PubMed link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39167177/ 

PMID: 39167177

I primi 1000 giorni di vita, dal concepimento alla prima infanzia, rappresentano una finestra critica per la salute a lungo termine. Lo stile di vita materno durante la gravidanza può influenzare la salute della madre e del bambino. Questo studio ha analizzato i dati basali dello studio di coorte prospettico LIMIT (www.clinicaltrials.gov, NCT04960670) condotto a Pavia, Italia. I ricercatori hanno valutato come fattori dello stile di vita materno, tra cui alimentazione, attività fisica, fumo e caratteristiche socio demografiche, siano associati all’adeguatezza dell’aumento di peso gestazionale (GWG) secondo le raccomandazioni internazionali.

Una quota rilevante di donne ha mostrato un GWG al di fuori dei range raccomandati. Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea e un più alto consumo di verdure sono risultati associati a un minor rischio di GWG eccessivo, mentre un maggiore consumo di prodotti a base di carne ha mostrato la tendenza opposta.

Questi risultati evidenziano l’importanza di promuovere alimentazione sana e stili di vita salutari durante la gravidanza per favorire migliori esiti di salute materna e infantile.


El Masri D, Alemayohu MA, Loperfido F, et al. Associations of maternal lifestyle factors with inadequate pregnancy weight gain: findings from the baseline data of the LIMIT prospective cohort study. Eur J Nutr. 2024;63(8):2911-2920. doi:10.1007/s00394-024-03473-0


Nutrizione mirata contro infiammazione e malnutrizione nell’anziano

LinkPubMed: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39683535/

PMID: 39683535

Uno studio dell’Università di Pavia ha analizzato 132 prodotti tra Alimenti a Fini Medici Speciali (FSMP) e integratori disponibili sul mercato italiano, valutandone l’adeguatezza per la malnutrizione legata a malattia e all’“inflammaging”, l’infiammazione cronica dell’invecchiamento. La maggior parte dei prodotti soddisfa i fabbisogni energetici e proteici raccomandati dalle linee guida ESPEN, risultando utile in patologie come cancro, BPCO, diabete, malattie neurodegenerative e insufficienza renale. Tuttavia, pochi prodotti contengono nutrienti chiave per la salute muscolare e il controllo dell’infiammazione, come β-HMB, adeguati rapporti di aminoacidi ramificati e omega-3. È emersa inoltre una prevalenza di formule ad alta osmolarità, gusto dolce e proteine di origine animale. Alcune aree, come sarcopenia e chirurgia addominale, mostrano lacune nella composizione nutrizionale dei prodotti attualmente in commercio. Gli autori sottolineano la necessità di una regolamentazione più chiara e di prodotti più personalizzati, capaci di integrare nutrienti con potenziale effetto antinfiammatorio e immunomodulante. Inoltre, emerge l’esigenza di formulazioni nutrizionali versatili in grado di rispondere ai fabbisogni derivanti da condizioni di multimorbilità, frequenti nella popolazione anziana, consentendo a un singolo ONS di supportare più quadri patologici coesistenti.


Madini N, Vincenti A, Beretta A, Santero S, Viroli G, Cena H. Addressing Inflammaging and Disease-Related Malnutrition: Adequacy of Oral Nutritional Supplements in Clinical Care. Nutrients. 2024;16(23):4141. Published 2024 Nov 29. doi:10.3390/nu16234141