Il sistema V.C.A.O.© nasce da uno studio svolto, dal 1990 al 1997, su 3147 pazienti, con netta prevalenza del sesso femminile, che afferivano a centri per la cura del sovrappeso in varie città italiane In fasi diverse sono stati somministrati test psicometrici, in uso a livello internazionale, per indagare:
• comportamento alimentare • disturbi dell'umore • motivazione • restrizione cognitiva • disinibizione alimentare • rischio per anoressia e bulimia • immagine corporea
Lo scopo dell'indagine era verificare la validità dei diversi test psicometrici e le possibili correlazioni esistenti rispetto ad altri elementi clinici come IMC, età d'esordio del sovrappeso, sesso, estrazione sociale ecc. I test psicometrici, spesso utilizzati per ricerche epidemiologiche, valutazione di follow-up e di terapie. solo raramente riconoscono un intento diagnostico. L'impiego dei numerosi strumenti psicometrici su un gruppo così vasto di pazienti, ci ha consentito di mettere in evidenza quali test hanno un'effetiva validità in ambito clinico. I dati ricavati hanno evidenziato quali campi d'indagine, riconoscono un valore prognostico e di orientamento per il trattamento. Infine abbiamo studiato le correlazioni tra i test, per escludere inutili ripetizioni, e ottimizzare la resa dell'indagine psicometrica rispetto alla maggiore semplicità d'uso. Un aspetto fondamentale dell'indagine psicometrica, è rappresentato dalla capacità di screening che non va confusa con l'impiego diagnostico. La diagnosi rimane campo d'azione insostituibile dello specialista che solo in base all'esperienza clinica, alla preparazione scientifica e all'analisi approfondita del paziente, può essere espressa correttamente. Nel selezionare i test più utili ed agevoli, è stato seguito un criterio di base fondamentale, ovvero attuare un'indagine che escludesse nel migliore dei modi possibili false negatività. Ad esempio è preferibile disporre di strumenti che possano falsamente individuare un disturbo dell'umore, piuttosto che correre il rischio di non identificarlo. Poiché tutti i risultati dell'indagine, nel momento in cui si presentasse positiva per una determinata problematica, vanno approfonditi con una adeguata intervista clinica, è certamente più produttivo un falso positivo, che non un falso negativo. L'indagine psicometrica, per nostra esperienza, confermata dagli studi internazionali, diventa ancora più efficace quando viene correlata ad alcuni indicatori clinici come l'IMC, l'età, l'esordio del sovrappeso. Abbiamo escluso tra questi indicatori quelli che, pur avendo una notevole importanza diagnostica, risultano poco affidabili se non vengono filtrati nel dialogo clinico dallo specialista. Ad esempio la storia del peso o dei trattamenti passati, rappresenta un campo d'indagine di indiscutibile valore. Purtroppo i ricordi che il paziente riferisce, sono sempre oggetto di un'elaborazione complessa, dunque non è possibile utilizzarli come elementi di screening. La discussione attenta che lo specialista avvia con il paziente su questi temi, permette invece di acquisire molti elementi di giudizio, che l'esperienza clinica saprà ben utilizzare. Chi vuole trattare oggi il paziente in sovrappeso, deve poter svolgere un intervento diagnostico accurato per definire la terapia più efficace e per evitare fallimenti non potendo più limitarsi a prescrivere esclusivamente un regime alimentare, anche se pur valido, in quanto il paziente deve, e lo pretende sempre più spesso, poter trovare un operatore in grado di mettere a fuoco le sue problematiche ed indirizzarlo verso la strategia terapeutica più utile.
Quando un soggetto in sovrappeso chiede aiuto, dichiara con evidenza una difficoltà nell'affrontare il suo problema. é allora compito dello specialista riuscire ad individuare in modo approfondito i motivi di tale difficoltà, che spesso si presentano oscuri e sconosciuti al paziente stesso.Il sistema V.C.A.O.-ANSiSA© è stato ideato proprio nella convinzione di qualificare sempre meglio l'intervento dello specialista offrendogli l'opportunità di migliorare l'approccio al paziente obeso. Ricordiamo che l'utilizzazione di un sistema di screening nell'ambito dell'obesità, come il V.C.A.O., rappresenta una scelta di semplificazione e di affidabilità, nel momento in cui è inserita in un approccio al paziente realmente specializzato. Non si deve immaginare questo strumento come una soluzione che risparmia all'operatore un aggiornamento costante o la conoscenza di aspetti complessi del problema obesità, indispensabile per un intervento di qualità.
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